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lunedì 8 dicembre 2014

DONNA ROSITA NUBILE: L'ATTESA E LA RESA!


Donna Rosita Nubile o Il Linguaggio dei Fiori è il dramma in tre atti di Federico Garcia Lorca andato in scena il 6 e il 7 Dicembre al Teatro Furio Camillo di Roma (Qui la presentazione) adattato e diretto da Antonio Nobili maniaco seriale Lorchiano. Siamo a Granada, fine ottocento. Lo spettacolo si apre con una Martina Milani qui fresca e pulita proprio come il suo nome "Rosita" che ci ricorda un piccolo bocciolo di rosa. Corre da un parte all'altra della casa degli zii cercando oggetti smarriti, ride e scherza e lo fa con tutta la semplicità di un'orfana cresciuta con l'amore per le piccole cose e per il prossimo. La storia d'amore eterno giurata con il cugino Riccardo Merlini (da noi recensito come regista di Uccelli del Paradiso) che riesce a interpretare il personaggio con la passione e l'ardore che un testo del genere richiede, sembra finire presto. Infatti il cugino di Rosita deve presto ripartire per Tucuman in America per aiutare l'anziano padre ad amministrare le proprietà di famiglia ma, prima di farlo, promette a Rosita di tornare a sposarla e lei di attenderlo per sempre. La scena appare calda e allo stesso tempo struggente, rappresenta il crollo delle certezze, la personificazione dell'attesa che dura per venticinque lunghi anni. Anni che Rosita trascorre chiusa nella fede, senza mai uscir di casa, rifiutando i continui rampolli che la vorrebbero moglie, vedendo le amiche sposarsi e tutta la vita passargli davanti agli occhi: "Hanno già fatto in piazza una casa nuova", grida. L'interpretazione della Milani in questa pièce è Magistrale. Degna di nota è la passione per la "botanica" dello Zio di Rosita (Alberto Albertino) che nella sua serra coltiva varie specie di Rose ma, quella alla quale è più affezionato è la "mutevole" che "al mattino è vermiglia, alla sera bianca e la notte si sfoglia", è perfetta, dura un giorno, come Rosita. La sua passione è così maniacale che taglia una rosa come presente solo alla notizia della richiesta di "matrimonio per procura" da parte del cugino alla nipote. Il festeggiamento è uno dei momenti più esilaranti del dramma. La presenza delle tre "manole" (Lorenza Sacchetto, Sara Signoretti qui, Lily Lauria) assolutamente pertinenti, talentuose e agili nella danza, e delle tre "zitelle" (Mary Ferrara, Andrea Guerini, Rossella Morese) del tutto piccate e trash da vincere sulla Ripa di Meana stessa, rende tutto molto più leggero e ironico e, suscita tra i presenti grasse risate soprattutto grazie alla coppia Guerini-Ferrara che a tratti ricorda il duo comico inglese "Stanlio e Ollio". La madre delle Zitelle poi Cristina Frioni lascia il pubblico sbalordito per la naturalezza con la quale "gioca" a far la "ciucca tradita". L'attrice è di una credibilità notevole tanto che si sente dalla platea "Lei è brava eh" od "ahah forte". Il personaggio di Don Martino interpretato da Marco Fioravante è studiato bene ed è "puro genio incompreso" tanto che il pubblico almeno nell'ultima replica, non reagisce: è la risata che "non parte" ma che "fa ridere". Divertente e forse anche "troppo" il piccolo cameo di Alessio Chiodini che lascia il segno con poche battute. La scenografia è minimal, semplice, è il fiore, è la serra, è per pochi. L'idea registica è assolutamente in linea con la resa e la magia emotiva che il Nobili riesce ad attivare negli occhi di chi guarda. E allora quando muore lo Zio di Rosita, con lui se ne vanno anche i mobili ipotecati dallo stesso perchè "troppo buono" - come la moglie stessa definisce - e con loro rimane un senso di vuoto, di povertà. Ciò che resta per la nostra "Rosita" è solo la verità dei ricordi perchè ormai vecchia, non può che cullarsi di essi.


Pablo Cortez

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sabato 6 dicembre 2014

LA CALZOLAIA PRODIGIOSA: MANIFESTO DELLA LIBERTA'!

Che cosa succede in un piccolo paese se una donna giovane e bella sposa un uomo più grande di lei e la loro vita privata diventa di dominio pubblico?
Ce lo racconta il grande poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca nella commedia popolare " La calzolaia prodigiosa" scritta nel 1930. Nonostante sono passati tanti anni, questa "violenta farsa" riesce a catturare l’attenzione dello spettatore moderno perché propone il tema attuale che riguarda le problematiche nei rapporti tra un uomo cinquantenne e una donna diciottenne continuamente messo in discussione dai pettegolezzi e chiacchiere dei loro vicini. 





In primis bisogna dire che l’adattamento dell’opera curato e diretto da Antonio Nobili ha riscosso un notevole successo al Teatro Furio Camillo di Roma grazie alla strepitosa interpretazione di ciascun attore, facendo riferimento ai personaggi ben delineati secondo precise caratteristiche fisiche e ai costumi scelti adeguatamente. Il racconto inizia con un prologo nel quale l' attore Riccardo Merlini incarna perfettamente lo spirito dello scrittore spagnolo che si è ritagliato uno spazio interpretativo nella sua opera. L’ autore esprime il desiderio di connettersi con il pubblico chiedendogli di essere "generoso con la recitazione degli attori e l’ingegnosità del lavoro". Un modo efficace per far sentire il pubblico partecipe delle vicende che si svolgono sulla scena. Anche l’attrice Sara Signoretti è riuscita immergersi nei panni della calzolaia, vestita di stracci, mostrando diverse sfaccettature del suo personaggio quali fragilità e sensibilità mescolati con l’animo violento e aggressivo. Infatti il vecchio calzolaio benestante, interpretato da uno straordinario Antonio Nobili (di cui premiamo un ottimo lavoro sulla postura del personaggio) non riesce a trovare l’armonia amorosa a causa del carattere vivace, energico, scontroso e combattivo della sua moglie. Ed è proprio il suo l’atteggiamento estroverso e provocatorio verso le malelingue presenti ovunque che dà lo scandalo. Si dice che l’amore è una cosa semplice ma con due caratteri completamente diversi l’amore si è trasformato in un continuo litigio. Così la gelosia ed i pettegolezzi spingono il calzolaio ad andarsene via di casa. La calzolaia inizia a gestire una taverna e rifiuta tutti gli uomini che la corteggiano. Seguono le scene emotive nelle quali protagonista dispone di un’ ottima concentrazione commuovendosi e riuscendo commuovere anche il pubblico presente ricordando il suo marito di cui è ancora innamorata. La ciliegina sulla torta è sicuramente la scena finale nella quale il vecchietto ritorna, travestito da burattinaio e mette in scena uno spettacolo che racconta la storia dei loro due. Qui Antonio Nobili emerge per le sue eccezionali doti comiche, adottando un accento straniero. Da qui in poi si sentono le risate continue e un caloroso applauso duraturo che premia tutto il cast: Antonio Nobili, Sara Signoretti, Alberto Albertino, Matteo Maria dragoni, Lily Lauria, Riccardo Merlini, Andrea Guerini, Marco Fioravante, Alessia Sala, Lorenza Sacchetto, Rossella Morese, Alessia De Martino, Mary Ferrara, Antonella Petrone e Cristina Frioni.
Infine ricordiamo ovviamente un lavoro sul personaggio interessante e innovativo che riguarda "Le signore Malelingue" interpretate da sette attrici, ciascuna con un trucco dark di grande impatto che ricorda ‘’Il cigno nero di Natalie Portman’’. Una scelta decisamente azzeccata. 
"La calzolaia prodigiosa", lo spettacolo accompagnato dalla musica strumentale e canzoni spagnole che bisogna assolutamente vedere e rivedere per poter cogliere tutti i particolari presenti sulla scena.

A cura di Susanna Rose

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