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sabato 6 dicembre 2014

LA CALZOLAIA PRODIGIOSA: MANIFESTO DELLA LIBERTA'!

Che cosa succede in un piccolo paese se una donna giovane e bella sposa un uomo più grande di lei e la loro vita privata diventa di dominio pubblico?
Ce lo racconta il grande poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca nella commedia popolare " La calzolaia prodigiosa" scritta nel 1930. Nonostante sono passati tanti anni, questa "violenta farsa" riesce a catturare l’attenzione dello spettatore moderno perché propone il tema attuale che riguarda le problematiche nei rapporti tra un uomo cinquantenne e una donna diciottenne continuamente messo in discussione dai pettegolezzi e chiacchiere dei loro vicini. 





In primis bisogna dire che l’adattamento dell’opera curato e diretto da Antonio Nobili ha riscosso un notevole successo al Teatro Furio Camillo di Roma grazie alla strepitosa interpretazione di ciascun attore, facendo riferimento ai personaggi ben delineati secondo precise caratteristiche fisiche e ai costumi scelti adeguatamente. Il racconto inizia con un prologo nel quale l' attore Riccardo Merlini incarna perfettamente lo spirito dello scrittore spagnolo che si è ritagliato uno spazio interpretativo nella sua opera. L’ autore esprime il desiderio di connettersi con il pubblico chiedendogli di essere "generoso con la recitazione degli attori e l’ingegnosità del lavoro". Un modo efficace per far sentire il pubblico partecipe delle vicende che si svolgono sulla scena. Anche l’attrice Sara Signoretti è riuscita immergersi nei panni della calzolaia, vestita di stracci, mostrando diverse sfaccettature del suo personaggio quali fragilità e sensibilità mescolati con l’animo violento e aggressivo. Infatti il vecchio calzolaio benestante, interpretato da uno straordinario Antonio Nobili (di cui premiamo un ottimo lavoro sulla postura del personaggio) non riesce a trovare l’armonia amorosa a causa del carattere vivace, energico, scontroso e combattivo della sua moglie. Ed è proprio il suo l’atteggiamento estroverso e provocatorio verso le malelingue presenti ovunque che dà lo scandalo. Si dice che l’amore è una cosa semplice ma con due caratteri completamente diversi l’amore si è trasformato in un continuo litigio. Così la gelosia ed i pettegolezzi spingono il calzolaio ad andarsene via di casa. La calzolaia inizia a gestire una taverna e rifiuta tutti gli uomini che la corteggiano. Seguono le scene emotive nelle quali protagonista dispone di un’ ottima concentrazione commuovendosi e riuscendo commuovere anche il pubblico presente ricordando il suo marito di cui è ancora innamorata. La ciliegina sulla torta è sicuramente la scena finale nella quale il vecchietto ritorna, travestito da burattinaio e mette in scena uno spettacolo che racconta la storia dei loro due. Qui Antonio Nobili emerge per le sue eccezionali doti comiche, adottando un accento straniero. Da qui in poi si sentono le risate continue e un caloroso applauso duraturo che premia tutto il cast: Antonio Nobili, Sara Signoretti, Alberto Albertino, Matteo Maria dragoni, Lily Lauria, Riccardo Merlini, Andrea Guerini, Marco Fioravante, Alessia Sala, Lorenza Sacchetto, Rossella Morese, Alessia De Martino, Mary Ferrara, Antonella Petrone e Cristina Frioni.
Infine ricordiamo ovviamente un lavoro sul personaggio interessante e innovativo che riguarda "Le signore Malelingue" interpretate da sette attrici, ciascuna con un trucco dark di grande impatto che ricorda ‘’Il cigno nero di Natalie Portman’’. Una scelta decisamente azzeccata. 
"La calzolaia prodigiosa", lo spettacolo accompagnato dalla musica strumentale e canzoni spagnole che bisogna assolutamente vedere e rivedere per poter cogliere tutti i particolari presenti sulla scena.

A cura di Susanna Rose

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giovedì 4 dicembre 2014

DONNA ROSITA NUBILE di F.G. LORCA AL TEATRO FURIO CAMILLO STASERA E DOMANI!

Il Teatro di Federico Garcia Lorca torna con Teatro Senza Tempo Produzione Spettacoli: "Prosegue il lavoro di Nobili sui testi di Garcia Lorca, accolti con successo la scorsa stagione e rinnovati nel Patrocinio dalla Fondazione Garcia Lorca e Ambasciata di Spagna in Italia. Composto nel 1935 da Federico García Lorca una anno prima della sua morte, la prima avvenne il 13 dicembre 1935 nel Teatro Principal Palace di Barcelona. “Per riposarmi, dopo Yerma e Bodas de Sangre, che sono due tragedie, volevo realizzare una commedia semplice e amabile. La cosa non m’è riuscita perché m’è venuto fuori un poema che mi sembra abbia più lacrime delle mie due produzioni precedenti”. Questa dichiarazione di Federico Garcia Lorca è certamente la migliore presentazione dell’opera. Concepita inizialmente come un “poema granadino diviso in vari giardini”, una sorta di commedia borghese dai toni leggeri, intrisa di dolce ironia e di garbate raffinatezze di tempi andati, man mano che la stesura procedeva, la commedia si mutava in dramma intriso di pianto, come egli stesso constatava. L’opera si svolge in tre tempi: il 1885, l’inizio del Novecento, il 1911. Il primo atto ci presenta Rosita come una giovane donna fidanzata al cugino, e proprio come dice il suo nome ha la stessa bellezza fresca priva di complicazioni di un fiore in boccio. Tuttavia, l’allontanamento del fidanzato dal paese per questioni di affari introduce una prima nota di malinconia esacerbata poi dalla fiducia con cui Rosita lo attende per vent'anni, convinta che lui tornerà, come le promette in periodiche lettere. L’elemento innovativo rispetto ai testi precedentemente affrontati è la rappresentazione della società borghese, con il suo pudico contenimento domestico dei sentimenti, con l'importanza delle forme e delle convenzioni sociali, l'accettabilità dell'apparire, la rigidezza delle strutture relazionali. Rosita però non può accettarlo, né scendere a compromessi con il proprio destino. Dopo il debutto con La Casa di Bernarda Alba, Yerma e Nozze di Sangue, Nobili torna ad accarezzare Lorca con immutato trasporto nei confronti del poeta andaluso a cui affianca una nuova consapevolezza, la necessaria maturità artistica per affrontare un testo poco conosciuto ma estremamente interessante per i toni e i temi delicati e soffusi, che si discostano dalle passioni violente in favore di una più sottile malinconia, con cui Nobili ha recentemente avuto occasione di confrontarsi dirigendo un magnifico adattamento di Cechov. Anche in questo caso, fedelmente al panorama degli scritti Lorchiani come alla linea registica di Nobili, le donne e la loro intelligenza emotiva, la loro dignità nell'affrontare la vita e le sue disgrazie, sono un punto fermo dell’opera; le protagoniste femminili hanno ruoli profondi, nobili, caratterizzati da forza, passione, volontà.

Cast: Con Martina Milani (qui) Antonella Petrone, Alberto Albertino,  Margherita Caravello, Riccardo Merlini (qui)Alessio Chiodini (QUI), Alessia Sala, Alessia De Martino, Lorenza Sacchetto, Sara Signoretti, Lily Lauria, Cristina Frioni, Mary Ferrara, Andrea Guerini, Rossella Morese, Marco Fioravante, Matteo Maria Dragoni 

DICEMBRE 2014 – Sabato 6 (Ore 21) e Domenica 7 - Ore 18,30  "DONNA ROSITA NUBILE" di Federico Garcia Lorca   Adattamento e Regia di Antonio Nobili - Teatro FURIO CAMILLO (sito)


Teatro Senza Tempo:  http://www.teatrosenzatempo.com/ - Pagina Facebook
Infoline e Biglietti:  366.4538808 - 06.97616026

lunedì 10 novembre 2014

INTERVISTA A TOMMASO BERNABEO, IL TAO DEL TEATRO ITALIANO!

Tommaso Bernabeo, classe 81, Ortonese D.O.C. .Attore, Regista e Insegnante di recitazione per alcuni , maestro di vita e genio per altri, come me. Chi ha avuto il piacere di conoscere Tommaso e lavorare con lui sa per certo che il confronto con Eimuntas Nekrosius regge e come. Allievo di Sabatino Ciocca, Paolo Diodato e Alba Bucciarelli tra gli altri, si è diplomato nel 2006 all' Accademia del Teatro Marrucino di Chieti e ha alle spalle più di ottanta spettacoli e moltissime repliche. Un vero artigiano che conosce bene le regole del Teatro e ce ne svela - volentieri - alcune: 


Stando alla tua carriera da attore hai esordito per la prima volta a teatro nel 1997 con "Incidente a Vichy” di A. Miller diretto da Massimo Paolucci. E' così? Cosa ricordi di quella esperienza?
Sicuramente è stata un’esperienza emozionante. Eravamo ad Agnone per un concorso tra scuole superiori, io facevo la parte dello zingaro (3 battute, forse) ed ero così teso che, davanti allo specchio, tendevo ad ipnotizzarmi da solo ripetendo all’infinito la mia parte. Poi il testo è veramente grandioso, una somma di emozioni, di silenzi carichi di tensione... il Teatro con la T maiuscola. A distanza di più di un decennio, lo abbiamo ripreso coinvolgendo anche la nota attrice Vanessa Gravina, e le emozioni sono triplicate. Diciamo che considero questo testo una sorta di portafortuna, oltre al fatto che mi ha permesso di imparare la prima regola del Teatro: non si è mai soli, si fa parte di una compagnia che si dà al pubblico nello stesso tuo modo. Da questo spettacolo sono nate molte amicizie, in primis con lo stesso Massimo… pensa un po’, è stato lui a sposarmi!

Sei stato diretto, nel tempo, numerose volte da Sabatino Ciocca, come mai? che legame c'è tra voi?
Sabatino è stato il mio primo, grande maestro. Mi ha insegnato l’importanza della pausa, del silenzio, il teatro come somma di emozioni e di poesia, un teatro che non corre, che non è veloce e stressante, ma rilassa, inquieta, scava nel primordiale per far uscire l’Arte. E’ un grandissimo regista, ti consiglio di vedere i suoi lavori. E poi, nel tempo, è diventato come un secondo padre.. pensa che ogni volta che dirigo qualcosa o interpreto una parte, è di lui che temo più il giudizio! Credo che comunque sia normale… Dovremo trovare il tempo di lavorare ancora insieme, chissà!

Uno dei tuoi più grandi successi fu lo spettacolo "Tutti insieme appassionatamente. Il Musical" diretto da Fabrizio Angelini, proprio due anni fa. Cosa ricordi di quell'esperienza?
Parlando di grandi maestri, continuo con Fabrizio. Un grande, veramente. Lascia liberi di esprimersi ma è talmente matematico e preciso nei suoi lavori che diventi senza volerlo la lancetta di un orologio perfetto. Ti dico, oltre a “ Tutti insieme appassionatamente” ( con cui ho avuto il grande piacere di lavorare con alcuni miei piccoli allievi e , fidati, è un emozione interminabile), il grande lavoro che ho fatto con Fabrizio è stato “ Aggiungi un posto a tavola”, l’edizione ufficiale, con cui siamo andati in tourneè l’anno scorso, visitando i teatri più importanti d’Italia. Il musical, sinceramente, non mi appartiene, perché non ho studiato per quello, ma Fabrizio e Gabriele ( il Don Silvestro di Aggiungi e un altro carissimo amico) mi hanno introdotto pian piano in un mondo che ho imparato ad apprezzare. Dell’esperienza ricordo questo: l’amicizia, la fratellanza che ci legava, i sorrisi e le battute fuori scena, e gli applausi di duemila mani minimo che alla fine ti ricompensavano e ti facevano sentire al di là dei cieli. Un’ultima cosa: Aggiungi un posto a tavola continua la sua tourneè quest’anno. Dal 2 al 8 dicembre saranno a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione… non perdetevelo, fidatevi di me! E’ sempre un pezzo grande della storia teatrale italiana!

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Mi dedicherò all’insegnamento e alle regie. Ho due "Beckett" con Teatrosenzatempo Accademia (qui) da fare nel mese di marzo, quindi grottesco assoluto, per passare alla Sarah Kane di Psychosis ad Aprile, con la Compagnia dei Malì. Il prossimo anno.. chissà.. è un mestiere talmente misterioso, questo!

Teatro o Cinema: Cosa ti piace di più?
Per la costruzione del personaggio, l’immedesimazione, la bellezza di rivestire altri panni, credo che siano simili. Ovviamente, ed è scontato dirlo, il Teatro regala emozioni e adrenalina che il Cinema non può dare. Esibirsi davanti a 2, 5, 10, 100, 1000 persone è tensione e scariche elettriche fisiche e mentali. Quindi, il Teatro lo preferisco, ma il cinema non lo disdegno. In fin dei conti, stiamo parlando di facce diverse della stessa Arte.


Nel corso della tua carriera artistica ti sei dedicato anche all'insegnamento e hai diretto numerosi spettacoli teatrali. Quanto ti piace insegnare?
Insegno da una decina di anni, ormai, ed è sempre grande fonte di soddisfazione, soprattutto vedere quando i ragazzini che avevi diventano grandi e sempre più coscienti delle loro possibilità. Mi piace insegnare perché molte volte gli allievi, involontariamente, mi insegnano qualcosa che mi arricchisce e mi permette di sperimentare nuovi mondi teatrali. Mi piace insegnare anche perché vedo ( soprattutto sui più piccoli allievi) che il mio insegnamento dà loro la possibilità di impadronirsi della vera chiave che apre il mondo dell’arte: la Curiosità.

Foto da "Peter Pan" Regia T. Bernabeo


Quanto pensi sia importante la tecnica in un percorso di studio della recitazione?
La tecnica non è importante, è fondamentale, soprattutto nel mondo in cui viviamo, dove i 15 minuti di celebrità sono diventati mesi ed anni, accompagnati dallo scarso talento e dalla troppa immagine. Lo studio e la tecnica sono importantissimi, ma non bisogna tralasciare la sensibilità e l’emozione. Diciamo le cose come stanno: un attore solo tecnico, che non è accompagnato da un bagaglio di esperienze e di sensibilità interiori diventa un guscio vuoto. Io preferisco da sempre gli insicuri, i nerd, i borderline: sono loro che hanno la rabbia e la sensibilità talmente sviluppata che, accompagnata da una buona tecnica, li potrebbe far diventare ottimi attori.

Che consiglio puoi dare a giovani attori che si avvicinano ora per la prima volta al mondo del teatro?
Studiate, studiate, studiate. Non abbattetevi mai. Cercate di raggiungere la cima e , una volta scalata la montagna, ritornate a valle, e continuate a scalare. Il piacere vero teatrale è nella ricerca, nello studio, nella prova soprattutto. Lo spettacolo è merce, la prova è arte. E continuate a provare per sempre.


Tra fortuna, talento e carattere: quale pensi sia più importante per il successo?
Credo che la vera domanda debba essere “ Quanto è importante il successo??”. Viviamo nell’epoca in cui il successo è dato a chiunque, e chiunque lo pretende. Il Teatro è un’altra cosa. Le persone che credono di utilizzare l’Arte per avere successo sono quelle persone vuote che all’Arte non piacciono. L’Arte è sacrificio, è una missione personale, è essere eremiti, essere soli. Il successo può accompagnare questa missione, è chiaro, e ci vuole un mix perfetto delle caratteristiche che hai elencato. Ma il successo non può mai oscurare la missione dell’attore teatrale: quella dell’espressione, in ogni sua forma. Se la voglia di successo vince, non parliamo di arte, ma di chirurgia estetica fatta da un medico ubriaco.


Da diverso tempo, ormai, c'è un forte calo di pubblico negli spettacoli teatrali Italiani. A cosa pensi sia dovuto questo?
Si ricollega a quello che dicevo prima. Il pubblico non è ignorante, non è deficiente. Capisce se uno spettacolo è provato, è sudato, se il cast si è sacrificato per la causa. Oggi si punta al nome, al mero guadagno (che ci dev’essere, perché IL LAVORO DELL’ATTORE E’ UN LAVORO) e si tralascia la voglia di fare arte che spinse tanti artisti prima di noi. Il pubblico è stufo della solita pappa, è stufo di essere trattato come un bambino da educare. Ricordiamoci che noi siamo pubblico, e vogliamo sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che non puzzi di necrofilia.

Un grazie di cuore a Tommaso Bernabeo!

Pablo Cortez

sabato 25 ottobre 2014

CASTING#7 ATTORI E ANIMATORI PER EXPO2015 MILANO

Link Japan 4 Media seleziona urgentemente a Milano aspiranti attori non professionisti e animatori per ruolo di "finti" camerieri per brevi esibizioni nell'area ristorazione del Padiglione Giappone, Expo' 2015.


Nello specifico si cercano candidati con i seguenti requisiti:
  • di bella presenza
  • età 28/40 anni
  • di nazionalità italiana,
  • con capacità recitative,

Il periodo di lavoro è da Aprile ad Ottobre 2015
Per inviare la propria candidatura scrivete a linkjapan@mclink.it allegando una foto primo piano, una a figura intera, il CV e i vostri contatti telefonici.
Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 16 Novembre 2014
Le candidature non idonee verranno cestinate.
Verrà data precedenza ai candidati in possesso di Partita Iva.
Le selezioni si svolgeranno a Milano
QUI  il link per maggiori informazioni su Link Japan 4 Media srl al sito web ufficiale

In bocca al Lupo!
Pablo Cortez

venerdì 24 ottobre 2014

CASTING#6 ATTORI E ATTRICI PROFESSIONISTI PER CORTOMETRAGGIO TV RETRIBUITO

Si tratta di un corto a tema sociale, sulla diversità, dal titolo "EFFETTI COLLATERALI", prodotto dalla Garda Produzioni di Alberto Moroni per il quale si ricercano attori e attrici professionisti, Toscani.
Il Corto è destinato alla Televisione.


Ecco la CAST LIST dei ruoli ricercati:
- ANGELO (protagonista): età scenica 30/35 anni, un ragazzo apparentemente normalissimo (lavoro, famiglia, fidanzata) che cova dentro di sé un segreto inconfessato. Di bell'aspetto, conflittuale, sensibile
- SERENA (coprotagonista): Giovane e bella ragazza età scenica 25/30 anni, ama vestirsi in modo semplice, look che rispecchia pienamente il suo modo di approcciare la vita.
- PADRE DI ANGELO: Pensionato sui 60, vuole apparire come un duro ma in realtà nasconde un'anima fragile
- MARIO: Ragazzino visibilmente effeminato, età scenica 18/25 anni
- ENZO: Uomo sui 50, fisico poco virile.
- RICCARDO: Fratello minore di Angelo età scenica 30 anni.
- CAPO CANTIERE: Uomo sui 45, paterno e protettivo nei confronti di Angelo suo dipendente al cantiere
- MADRE ANGELO: Giovane donna sui 30 anni sorridente che emani dolcezza e simpatia
- DOTTORE: Giovane uomo sui 35 anni
- OSPITE IN TV: L’ospite trans in una trasmissione televisiva 35/40 anni
- PRESENTATRICE TV: 30 anni, aspetto curato
- POLITICO IN TV: classico politico. Età dai 40 ai 60 anni
- FRANCESCA: Bambina sui 7-9 anni.
Il casting verrà effettuato nei giorni 8 e 9 novembre 2014 presso la sala casting dell'HOTEL ROMA in Piazza Santa Maria Novella n.8 a FIRENZE.
Orario del casting: 9.30-12.30 e 13.30-19.0 0
Portare al casting foto e CV.
Il provino si svolgerà su parte che verrà assegnata in loco.
Le selezioni si svolgeranno in: Firenze

Clicca qui e qui per altre INFOCASTING

Pablo 

domenica 12 ottobre 2014

CASTING#5 TESTIMONIAL UOMINI E DONNE PER AZIENDA GIOCATTOLI

Casting a Milano per la selezione di n.4 Testimonial sia uomini che donne per sito web azienda di giocattoli. 
Compenso: € 2.000,00 diritti compresi
Azienda di Giocattoli: “#sbabam”
Periodo shooting: Novembre 2014
Numero testimonial: 4
Ruoli ricercati:
  • ragazzo: attori e non, età 20/30 anni, volti giovanili
  • uomo: attori e non, 30/45 anni, volti interessanti
  • ragazze: attrici e non, età 20/30 anni, volti giovani
  • donne: attrici e non, età 30 /45 anni, bei volti e interessanti

Il casting è previsto mercoledì 22 ottobre 2014, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, presso Be management in Via della Moscova 16 a Milano.
Per partecipare al casting presentarsi con materiale fotografico e o video nella data e nel luogo indicati.
Sito ufficiale BE MANAGEMENT QUI

CASTING#4 ATTORE 18-30 ANNI PER VIDEOCLIP DESTINATO A SANREMO



Si cerca a Roma, un attore protagonista per videoclip, destinato a Sanremo, di un artista che ha partecipato, nell’ultimo anno, ad un talent televisivo.
Il lavoro è retribuito e il videoclip si girerà a Roma nel mese di Ottobre 2014
In particolare si cerca un attore uomo tra 18 e i 30 anni
Per partecipare al casting inviare la propria candidatura a:
Per informazioni: 06.83087991
Le selezioni si svolgeranno a Roma

Altre notizie casting qui e qui


sabato 11 ottobre 2014

INTERVISTA AD ARMANDO PUNZO: LA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA

Armando Punzo è un drammaturgo e regista teatrale italiano di successo. Direttore artistico dal 1998 del Teatro San Pietro di Volterra e dal 2000 del Festival Volterra Teatro. Fondatore della Compagnia delle Fortezza che dal 1988 realizza spettacoli con i detenuti del carcere di Volterra. Portare l'attività teatrale in carcere è l'impegno di Armando da sempre. Dietro l'organizzazione
della Compagnia della Fortezza c'è l'Associazione culturale Carte Blanche fondata nell'1987 di cui lui stesso è direttore artistico. Tantissimi i successi ottenuti da Armando anche al di fuori del carcere con la sua attività di regista, basti pensare al seminario condotto a Casablanca in Marocco con quindici attori marocchini nel progetto promosso dall'E.T.I. “I Porti del mediterraneo” presentato in Italia al Duse di Bologna o ai laboratori finalizzati alla messa in scena dello spettacolo “Nihil – Nulla” per la Biennale di Venezia affiancato dal Teatro Metastasio di Prato e dal Festival di Zurigo.

 Crede nel potere che ha la performance come azione di denuncia sociale?
«Tutti vogliono denunciare qualcosa, tutti che denunciano. La compagnia della Fortezza non vuole denunciare la situazione delle carceri in Italia. Io credo che il teatro sia teatro e il fine del teatro sia il teatro. E il fatto che io lavori dentro un carcere con dei detenuti in determinate condizioni, non è quello il mio obiettivo. E' evidente che facendo questo poi forse un luogo della “non-realtà” possa anche cambiare, mutare lepersone e far accadere qualcosa di straordinario, però non è quello l'intento. Anche perchè la performance intesa in questo senso come una sorta di strumento per un altro fine secondo me è anche un modo per eliminare le qualità della performance stessa. Io non mi sento tanto performativo, mi sento uno che fa teatro. La denuncia avviene già attraverso altri linguaggi, come la tv ad esempio. Credo che pensare a “fare teatro in carcere” possa creare questo tipo di fraintendimento, Teatro Sociale, questa etichetta che viene messa, che significa teatro sociale? Questa scelta di comodità per dire che non è teatro, è un teatro che si occupa dei problemi sociali, sempre con uno scopo denunciatorio, che sembra un sottoprodotto del teatro, una diramazione, una derivazione del teatro per altri fini. Ma il teatro se lo è , è sempre sociale. Io credo che sia a-sociale, che debba esserlo, non preoccuparsi del sociale, cioè di non creare socialità, anzi di scompigliare le carte, di mandare all'aria tutto e forse in quel modo si preoccupa veramente del sociale, degli esseri umani. Quando sembra una forma di cura, una ricetta per risolvere problemi, io non ci ho mai creduto. La Compagnia della Fortezza parla dell'uomo , non del carcere, anche se essendo in un carcere sembra che prevalga l'immaginario del carcere. Quando si parla di detenuti sembra che vorrebbero e dovrebbero essere liberati, ma non è questo, il detenuto sono io, non sono loro. La libertà non è legata al fatto contigente, quella detenzione lì che è un fatto concreto di manette, sbarre, è una condizione. Quella degli uomini che dovrebbero essere quelli liberi è meno visibile, ma io non credo che siano liberi. La libertà comincia nel momento in cui uno è consapevole della propria condizione di quello che vive e di quello che sta accadendo. Non credo che tanti siano consapevoli di questo».



Cosa crede delle istituzioni?
«Le istituzioni non imparano. E' un movimento lento, lentissimo, quasi invisibile da non riuscire a decifrarlo e se arrivano ci arrivano sempre quando tutto è finito, molto tempo dopo. Questa è la sensazione che hai quando ci lavori. Per questo non credo ci sia efficacia nella performance.

E del Living Theatre allora cosa mi dice? Usavano la performance per denunciare.
«Il Living (intervista a Cathy Marchand del Living Theatre di New York qui) ha fatto delle cose straordinarie, ma in quegli anni. Bisogna sempre contestualizzare, perchè sennò alle volte può non capirsi il valore che hanno le cose. Però non è che mi interessa la modalità del Living, mi interessa il fatto che un gruppo in un dato momento storico ha una visione totalmente diversa, questo è interessante. Non credo che oggi si possa replicare l'esperienza del Living. Nonostante il nostro Mercuzio fatto dalla Compagnia della Fortezza ,ma lì è solo una questione di grandezza, di dimensioni, che esplode in una piazza. Ma è diversa la cosa, il contrario è un volersi mettere a far politica. Secondo me il teatro fa politica già con la sua forza, non ne acquista, non diventa spendibile sul mercato del sociale, anzi perde le sue funzioni, le sue peculiarità».

Perchè ha scelto di lavorare con i carcerati?
«Non bisogna prenderla come realtà. Per me è una grande metafora, carcere di un altro carcere molto più ampio. Poi chiaramente dentro il carcere c'è tutta un'altra umanità, ci sono voci, occhi, corpi, dialetti, lingue, tutta una serie di mancanze, sono dei buchi nella realtà e quindi sono, almeno per me, più interessanti di quelli che invece sono completamente spiaccicati nella realtà in cui vivono».

È comune dire che un carcerato trovi più facilità ad interpretare un personaggio per via
della propria esperienza, è vero secondo lei?
«Non è vero. Non c'è relazione tra il dato reale e la messa in scena. E' come dire che uno che ha esperienza di omicidio farebbe perfettamento o meglio di Robert De Niro , il Macbeth. Questo perchè si crede che il teatro sia spiaccicato nella realtà. Fare se stessi è una cosa che non mi piace, rifare se stessi sarebbe ancora peggio. Io sono per la visione artistica, non quella sanitaria. Ci sono due visioni nel teatro in carcere, quella che sposa la parte sanitaria, il teatro come strumento per la rieducazione e la socializzazione e tutte queste cose qui, quindi è un modo per depotenziare il teatro, cioè usarlo come se fosse una medicina, una sorta di antidoto».

Però effettivamente smuove delle corde, porta alla conoscenza...
«Certo ,ma questo è un effetto indiretto proprio perchè uno non fa questo, non si preoccupa dell'aspetto sanitario, forse puoi avere degli effetti straordinari da un punto di vista personale, di crescita, ma è lo stesso percorso di un giovane attore che crescendo si confronta con ciò che vuole dire e con il mondo. E' un'altra storia il fatto di rieducarsi e risocializzarsi, come se poi il mondo in cui dovrebbero tornare loro (i carcerati) fosse un mondo sano (ride), un mondo buono, che va bene. C'è un'ipocrisia di fondo. Il loro mondo non è separato dal nostro. Siamo tutti nello stesso mondo, con
storie sicuramente diverse, ma lo stesso».

E voi cosa ne pensate?

giovedì 9 ottobre 2014

CASTING#3 ATTORE 20-40 ANNI PER COMPAGNIA INTERNAZIONALE RETRIBUITA MUTA IMAGO

Muta Imago cerca attore di sesso maschile (con età tra i 20 e i 40 anni) per la nuova produzione che debutterà a settembre 2015. Le prove saranno suddivise in quattro periodi di lavoro della durata indicativa di 15 giorni l'uno e inizieranno a febbraio 2015.


Per partecipare alla preselezione è necessario inviare entro il 22 ottobre 2014:


  • curriculum
  • due foto, una a primo piano e una a figura intera
  • un video in primo piano con la registrazione di un brano, letto o interpretato, della durata di circa 3 minuti. Il brano si trova sulla home page del sito http://www.mutaimago.com
  • un video con la registrazione di un'esplosione di gioia incontrollata che coinvolga tutto il corpo, anch'esso della durata di circa 3 minuti


N.B:
I video non devono avere necessariamente una qualità professionale e possono essere registrati in qualsiasi contesto e con qualsiasi supporto (smartphone, tablet, camera etc...). I materiali devono essere inviati esclusivamente tramite WeTransfer all'indirizzo mail:  info@mutaimago.com inserendo nome e cognome nel messaggio.





L' AUDIZIONE avverrà all'interno di uno dei seguenti periodi:

  • 27 ottobre - 2 novembre, Roma
  • 12 -16 novembre, Gent (Belgio)

Per informazioni: 
tel. +39 366 3195874
mail: info@mutaimago.com

Per maggiori info vai al sito mutaimago qui

BRANO: 
Barbari sin da antichi tempi, resi più barbari dallo zelo, dalla scienza e  persino dalla religione, profondamente incapaci di un qualsiasi sentimento  religioso, corrotti sino al midollo, offensivi per ogni anima delicata, sordi e  disarmonici come i cocci di un vaso buttato via. E’ una dura parola e tuttavia la pronuncio perché è la verità; non mi posso  immaginare un popolo più dilacerato dei tedeschi. Vedi operai, ma non  uomini, pensatori ma non uomini, sacerdoti ma non uomini, padroni e  servi, giovani e gente posata, ma non uomini... non è tutto ciò simile a un  campo di battaglia, dove giacciono, mescolate l’un l’altre, mani, braccia,  tutte le altre membra, mentre il sangue vitale versato si disperde nella sabbia? Ma tu, sacra natura, giudicherai! Perché se questi uomini fossero  soltanto modesti, e se almeno non si arrogassero di poter essere giudici  verso i migliori fra loro, se non imprecassero contro ciò che essi sono, e se non deridessero ciò che è divino! O, forse, non è divino ciò che voi deridete e dichiarate esser privo di  anima? L’aria che voi respirate non è migliore delle vostre chiacchiere? I  raggi del sole non sono più nobili dei vostri saggi? Le fonti della terra e la  rugiada del mattino danno refrigerio ai vostri boschi; lo potete anche voi?  Voi potete uccidere, ma non ridare la vita, se ancora non fa ciò l’amore che  non è vostro e che voi non avete inventato. Voi vi preoccupate di sfuggire al destino e pensate a come fare ciò, senza comprendere che a niente serve il  vostro puerile artificio. Intanto, lassù, l’astro rotea placidamente. Voi avvilite, voi straziate la natura paziente e che vi sopporta, ma essa continua a vivere nella sua giovinezza senza confini, voi non potete cacciare il suo autunno e la sua primavera, non potete corrompere la sua etra.

Pablo.

giovedì 2 ottobre 2014

CASTING#2 - DIVENTA IL VOLTO PROTAGONISTA DI FOCUS TV!

Esiste una grande iniziativa targata FOCUS in collaborazione con HANGAR per dare l’occasione a 4 ascoltatori del canale televisivo del gruppo Discovery Sky 418 e 56 dtt in chiaro di diventare protagonisti in TV attraverso una selezione tutta speciale con i CASTING LIVE e i CASTING ONLINE! PARTECIPA!
Ecco come:
1) CASTING ONLINE al sito ufficiale di FOCUS qui
- Scegli l’area tematica che più ti appassiona tra Storia, Ingegneria, Natura, Spazio & scienza.
- Gira un video in cui in un minuto racconti in modo divertente, intrigante e insolito un argomento che riguardi l’area tematica scelta
Hai tempo per partecipare al casting e caricare il tuo video entro il 19 ottobre 2014.


2) CASTING LIVE:
 ecco i prossimi appuntamenti da non perdere per la selezione:

  • CASTING A ROMA MAKER FAIRE venerdì 3 ottobre 2014, dalle ore 14:00 alle 19:00, Auditorium Parco della Musica, viale Pietro De Coubertin 30. ROMA 
  • CASTING AD ESA “Il mio Pianeta nello Spazio” sabato 4 ottobre 2014, dalle ore 11:00 alle 18:00, Palazzo delle Esposizioni, ingresso da Via Milano 13 ROMA
  •  CASTING A BERGAMO SCIENZA domenica 5 ottobre 2014, dalle ore 10:00 alle 18:00, Sentierone, Città bassa, Bergamo.
In ognuna di queste occasioni la squadra di METTITI A FOCUS! sarà a disposizione con troupe e staff dedicato, per accogliere tutti quelli che vorranno mettersi in gioco e candidarsi come possibili “volti” del canale.
FOCUS sta infatti cercando 4 profili - uno per ciascuna area tematica del canale:STORIA, INGEGNERIA, NATURA, SPAZIO&SCIENZA - che possano spiegare argomenti scientifici in modo creativo, divertente e coinvolgente.
Le regole sono semplici: maggiorenni, svegli, dinamici e curiosi e con il dono della sintesi (un minuto a disposizione per il video-lancio), queste le caratteristiche tipo del profilo che FOCUS sta cercando.
Da questo prima scrematura verranno selezionati i 12 finalisti che entreranno in shortlist e a novembre sbarcheranno in tv su FOCUS per sfidarsi a colpi di esperimenti, quiz e prove scientifiche, per giocarsi il posto “da titolare” a dicembre 2014.


  • 12 finalisti selezionati dalla redazione verranno messi alla prova in TV e online a novembre 2014.




  •  4 considerati migliori dalla redazione a dicembre diventeranno i nuovi volti di Focus TV - canale 56.
Che aspetti? Clicca qui per tutte le info e In bocca a lupo!

Consiglio di Pablo: Siate freschi, vivaci, frizzanti e credete in voi stessi!

mercoledì 1 ottobre 2014

CASTING#1 - Attori e Attrici per cortometraggio del Centro Sperimentale di Cinematografia

La Scuola Nazionale di Cinema di Roma (ex Centro Sperimentale di Cinematografia) è alla ricerca di attori e attrici su Roma per le riprese di un cortometraggio - per il quale è previsto compenso -  da girarsi tra il 27 e il 31 ottobre 2014 in provincia di Roma.



Nello specifico i ruoli ricercati:


  1. Attore età scenica 25-30 anni, disposto a scene di nudo
  2. Attore età scenica 50-55 anni, disposto a scene di nudo
  3. Attrice età scenica 20-25 anni, disposta a scene di nudo
  4. Attrice età scenica 25-30 anni, disposta a scene di nudo
Inviare il vostro materiale artistico alla mail castingnudaproprieta@gmail.com

Luogo Selezioni: Roma
Nota importante: Vi ricordiamo che la produzione si riserva il diritto di escludere dal Casting candidature inviate pur non rispettando i requisiti richiesti.

Consigli di Pablo: Evitate di candidarvi se non cercano proprio voi! Se invece ritenete di essere adatti allora senza vergogna proponetevi alla mail sopracitata. E' ideale mandare il proprio Cv Artistico con qualche scatto fotografico professionale recente e se ne siete in possesso anche lo showreel allegando il link per non appensantire la mail.

In bocca al lupo a tutti!

IL DENUNCIA-TTORE di FRANCESCA VACCARO #TEATRO

Sulla scia del Living Theatre ho pensato bene di introdurre un'attrice e performer che fa di questi due manifesti una vera e propria mèlange nelle sue performance. Figlia del Living Theate come lei stessa si definisce, Francesca Vaccaro, attrice, attualmente impegnata sul lavoro del “denuncia-ttore”, nuova
definizione performativa da lei coniata lavora con il suo gruppo teatrale con il quale organizza happening di protesta in piazza, per le vie della città, davanti agli edifici istituzionali, etc... La Vaccaro parte dal concetto che il “denuncia-ttore”, in quanto tale, vive dell'urgenza di urlare la cruda verità, di gridare la voce contro le ingiustizie, di mettere il corpo a disposizione della performance, e lo fa lavorando duramente con il suo gruppo teatrale, dando importanza al movimento dinamico del corpo come mezzo di espressione per la denuncia sociale. Francesca Vaccaro ha organizzato un Happening/Performance nelle strade di Palermo, partendo da piazza Sant'Anna fino ad arrivare di fronte al Teatro Massimo; tutti vestiti di bianco e con i volti coperti da maschere, passavano nelle vie della città eseguendo movimenti dinamici e allo stesso tempo plastici, caldi ma freddi, ora veloci ora lenti, brandendo slogan del tipo “Il teatro è libertà” o “Il teatro riflette”. Il tutto coreografato dalla Vaccaro che per mezzo di uno specchio puntato contro il pubblico conduceva la processione.

Francesca si è resa da subito disponibile ad un'intervista rispondendo così alle mie domande:

Che potere ha oggi la performance come azione di denuncia sociale? E secondo te per quale motivo si usa proprio la performance e non un altro tipo di denuncia come ad esempio una petizione o manifestazione? «È un discorso semplice e complesso allo stesso tempo ed è un ragionamento che sto facendo da tempo. La performance in realtà dà questa possibilità a chi la guarda: In questo momento io non sto vedendo un lavoratore in cassa integrazione che scende in
piazza e mi grida in faccia la sua frustrazione perchè non riesce a pagare le bollette, magari vede l'attrice Francesca Vaccaro che interpreta il ruolo della lavoratrice nella fabbrica etc, però siccome la denuncia è filtrata da questo momento performativo, questa cosa, probabilmente riesce a entrare più in profondità proprio perchè lo spettatore si pone come osservatore di un qualcosa che quasi non gli appartiene ma che sa che appartiene alla sua persona, è come se ci si prendesse un po' in giro in questo gioco. Quindi attraverso la performance riesci a trovare un canale più diretto di quanto non sia il rapporto diretto con il problema stesso. È come se la performance fosse un occhio di bue sul problema, è un faro del teatro e siccome quel momento è di spettacolo per chi guarda la realtà si ferma e rimane a guardare questa performance che è teatro ma rappresenta una realtà».

Ci sono tanti tipi di performances (Teatro, poesia, musica, folklore e via discorrendo). Credo però che la forma “Teatrale” sia la più potente, sei d'accordo? «Si. È più forte la performance teatrale perchè c'è un corpo che parla ed è vivo, quindi non può non essere uno specchio, anche chi in quel momento prende distanza da quello che sta guardando perchè magari non gli interessa, non lo condivide, ma è sullo stesso livello, fanno comunque parte dello stesso nucleo spettatore e attore. E poi dentro il teatro tutte le altre “performance” possono trovare una loro collocazione, io posso recitare una poesia e nello stesso tempo dipingere, contemporaneamente ci può essere una musica, un fotografo, quindi il teatro ha questa doppia valenza cioè può essere il corpo dell'attore ma anche il luogo fisico dentro il quale possono svilupparsi tutte le altre performances».

Come rispondono le istituzioni? «Le istituzioni non rispondono fino a quando il tuo evento non diventa interessante rispetto al movimento politico. Qui entra in gioco un discorso di politica, non c'è un discorso meritocratico […] Ogni forma di denuncia se viene fatta con coscienza viene guardata con sospetto. C'è molto silenzio, molta osservazione». Intervistando le varie realtà sociali ho notato che sono poco aperte a collaborazioni tra loro? Cosa pensi a riguardo? «Credo che chi lavora nel sociale non è molto diverso dalle persone che lui stesso sta denunciando, in realtà io per prima ho usato il teatro per conoscere me stessa e ho scoperto diversi mostri, ho scoperto di essere una persona terrificante che attraverso il teatro ha imparato delle cose. Il motivo per cui non c'è questa apertura è perchè tutti quelli che lavorano in questo ambito in realtà non hanno ben chiaro qual è il grande
ruolo che hanno, per cui c'è una contraddizione, c'è chi lavora nel sociale realmente perchè concepisce questo tipo di condivisione e chi opera con chiusura, ma questa è la paura, la paura di essere derubati, ma semplicemente perchè ci sono poche persone con idee originali».

Chi è il Denuncia-ttore?
«Ha un doppio significato, il denuncia-ttore è l'attore che denuncia, ma il secondo significato che è ancora più importante secondo me è l'attore che denuncia se stesso, cioè quell'attore che vuole recuperare la verità. Ci tengo a precisare che è proprio nostro questo termine, mio e del mio gruppo teatrale. È il bisogno dell'attore di denunciare in primis se stesso. I ragazzi che lavorano con me hanno bisogno di identificarsi in questa figura del denuncia-ttore, che sia qualcosa di nuovo oggi, per il bisogno di scuotere le persone intorpidite dai tempi moderni».