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sabato 25 ottobre 2014

CASTING#7 ATTORI E ANIMATORI PER EXPO2015 MILANO

Link Japan 4 Media seleziona urgentemente a Milano aspiranti attori non professionisti e animatori per ruolo di "finti" camerieri per brevi esibizioni nell'area ristorazione del Padiglione Giappone, Expo' 2015.


Nello specifico si cercano candidati con i seguenti requisiti:
  • di bella presenza
  • età 28/40 anni
  • di nazionalità italiana,
  • con capacità recitative,

Il periodo di lavoro è da Aprile ad Ottobre 2015
Per inviare la propria candidatura scrivete a linkjapan@mclink.it allegando una foto primo piano, una a figura intera, il CV e i vostri contatti telefonici.
Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 16 Novembre 2014
Le candidature non idonee verranno cestinate.
Verrà data precedenza ai candidati in possesso di Partita Iva.
Le selezioni si svolgeranno a Milano
QUI  il link per maggiori informazioni su Link Japan 4 Media srl al sito web ufficiale

In bocca al Lupo!
Pablo Cortez

venerdì 24 ottobre 2014

CASTING#6 ATTORI E ATTRICI PROFESSIONISTI PER CORTOMETRAGGIO TV RETRIBUITO

Si tratta di un corto a tema sociale, sulla diversità, dal titolo "EFFETTI COLLATERALI", prodotto dalla Garda Produzioni di Alberto Moroni per il quale si ricercano attori e attrici professionisti, Toscani.
Il Corto è destinato alla Televisione.


Ecco la CAST LIST dei ruoli ricercati:
- ANGELO (protagonista): età scenica 30/35 anni, un ragazzo apparentemente normalissimo (lavoro, famiglia, fidanzata) che cova dentro di sé un segreto inconfessato. Di bell'aspetto, conflittuale, sensibile
- SERENA (coprotagonista): Giovane e bella ragazza età scenica 25/30 anni, ama vestirsi in modo semplice, look che rispecchia pienamente il suo modo di approcciare la vita.
- PADRE DI ANGELO: Pensionato sui 60, vuole apparire come un duro ma in realtà nasconde un'anima fragile
- MARIO: Ragazzino visibilmente effeminato, età scenica 18/25 anni
- ENZO: Uomo sui 50, fisico poco virile.
- RICCARDO: Fratello minore di Angelo età scenica 30 anni.
- CAPO CANTIERE: Uomo sui 45, paterno e protettivo nei confronti di Angelo suo dipendente al cantiere
- MADRE ANGELO: Giovane donna sui 30 anni sorridente che emani dolcezza e simpatia
- DOTTORE: Giovane uomo sui 35 anni
- OSPITE IN TV: L’ospite trans in una trasmissione televisiva 35/40 anni
- PRESENTATRICE TV: 30 anni, aspetto curato
- POLITICO IN TV: classico politico. Età dai 40 ai 60 anni
- FRANCESCA: Bambina sui 7-9 anni.
Il casting verrà effettuato nei giorni 8 e 9 novembre 2014 presso la sala casting dell'HOTEL ROMA in Piazza Santa Maria Novella n.8 a FIRENZE.
Orario del casting: 9.30-12.30 e 13.30-19.0 0
Portare al casting foto e CV.
Il provino si svolgerà su parte che verrà assegnata in loco.
Le selezioni si svolgeranno in: Firenze

Clicca qui e qui per altre INFOCASTING

Pablo 

giovedì 23 ottobre 2014

INTERVISTA AD EBO DEL BIANCO - IL LIVE ACTION GROUP

Continuando sulla linea dell'Happening (qui)e del Living Theatre incontriamo Ebo Del Bianco, giornalista e scrittore indipendente che sta organizzando il “Live Action Group” performance che parte dal concetto che “il teatro è un modo per comunicare e non un edificio e non servono attori e attrici”. 



Com'è strutturata la performance del “Live Action Group” ?


«Il progetto prevede la messa in scena di dieci azioni accompagnate da una musica di sottofondo di libertà. Ogni denuncia viene esposta da un giovane attore (o non) e poi sottolineata dagli altri. Il manifesto di queste denunce sarà su diversi temi quali la violenza alle donne, il degrado del costume, la disinformazione, le guerre, la disoccupazione, la povertà, la corruzione e le ingiustizie. Il tutto sarà accompagnato oltre che dalla voce di ogni individuo anche dal proprio corpo, dalla gestualità, da cartelli e graffiti».


Per rifarsi a quanto detto nell'articolo sul “Living Theatre” QUI , anche in questo caso non verranno usate scenografie, costumi e luci di alcun genere, ma sarà tutto al naturale.



Perchè secondo lei, si usa la performance come forma di denuncia sociale e non si denuncia con un'altra modalità?

«Perchè la performance è una sottolineatura, anche in maniera sconvolgente, di un problema sociale. Con la performance metti di fronte non la tua realtà, ma la nostra realtà, perchè quando uno va a teatro e vede un'opera dice: “Mah, bell'opera, l'ha scritta Shakespeare”, qui invece è diverso. Siamo tutti attori. In qualche modo ti riguarda, il narcisismo ti riguarda. Ma solo sconvolgendo, entra in profondità e ti va nel cuore […] La gente dovrebbe iniziare a riflettere sul serio. Il teatro sociale non ha bisogno di un edificio, si va in strada è un'azione teatrale».

domenica 12 ottobre 2014

GLI HAPPENINGS: Intervista ad AUGUSTO DE LUCA

Sulla linea della performance sempre come denuncia sociale, con la protesta di strada attraverso la rappresentazione del “problema”, ho ritenuto opportuno analizzare un altro tipo di perfomance che è quella dell'Happening, prendendo come esempio il caso di Augusto De Luca, perfomer e fotografo, meglio conosciuto come il “Cacciatore di Graffiti”. Il concetto di Happening nasce da Allan Kaprow, artista statunitense, il quale utilizza il termine per definire una forma espressiva da lui stesso creata e interna all'opera “18 Happenings in 6 parts” esposta nel 1959 alla galleria Reuben di New York, e da allora l'Happening diventa uno dei linguaggi dell'arte più caratteristici e peculiari nel periodo degli anni '60-70 nel mondo. L'Happening avviene in una trama ben precisa, strutturata a comparti all'interno dei quali avviene un qualcosa, accade un evento, in contemporanea o sequenzialmente collegato. A tal proposito ho trovato interessante esporre l'happening organizzato da Augusto De Luca, il fotografo performer di cui sopra, il quale ha organizzato una partita di Golf nelle buche stradali di Napoli con
partenza da Piazza del Plebiscito. Ho incontrato Augusto per un caffè, di seguito alcune risposte alle mie domande. Lei ha organizzato un happening tenutosi a Napoli in Piazza del Plebiscito non molto tempo fa. Ha utilizzato le “buche” stradali della città come campo da Golf all'interno del quale poter giocare una partita. 




Qual era il suo intento? Cosa voleva dimostrare?
«Una surreale partita di golf nelle buche stradali. Campo migliore di Napoli non c'è. Per questo motivo ho deciso di radunare un gran numero di partenopei in piazza del Plebiscito a Ferragosto il 15 agosto 2011, alle ore 18 del pomeriggio… Lo scopo? 19 Trasformare l'emiciclo in un vasto green. L'idea provocatoria è stata rilanciata sulla scorta di un precedente filmato diffuso su youtube "Partita a golf di Augusto De Luca (passatempo di un artista a Napoli)" in cui effettivamente giocavo a golf tra le macchine in strada: impugno il ferro, colpisco la pallina e la spedisco in una delle voragini che tempestano le strade cittadine, su ognuna delle quali è piazzata una bandierina; il "campo", naturalmente, è la carreggiata. Poi ho deciso di amplificare l'operazione, coinvolgendo molti napoletani. La pubblicità virale dell'evento è stata lanciata con due messaggi uguali partiti da due accounts di facebook. Il messaggio ha raggiunto più di 10.000
persone e la risposta in rete è stata eccezionale, e ha suscitato molta curiosità.
Ho ricevuto perfino richieste di esportare l'iniziativa in altre città. Questa è una denuncia sotto forma di provocazione (clicca qui per l'intervista a Francesca Vaccaro e il suo concetto di Denunci-attore). Si gioca non per divertirsi, ma per ricordare e denunciare. Sotto il sole di Ferragosto, con molto entusiasmo, molta curiosità e la sensazione di partecipare ad una provocazione, nel solco della street art, io e alcuni collaboratori abbiamo montato al centro di questa monumentale piazza un quadrato con bandierine e start. Quattro ragazze, con la maglietta e il berretto de il Cacciatore di Graffiti (altra mia identità) distribuivano volantini con la spiegazione della performance - denuncia. Poi tre ragazzi hanno cominciato a invitare gli intervenuti a tirare con il ferro le palline nella piazza. Hanno giocato adulti, bambini e anziani mentre videoriprendevo il tutto per montare il secondo video. L'atmosfera era allegra e divertente, tutti erano d' accordo sulla giusta motivazione di questa inusuale performance.Non è stata importante l'effettiva partecipazione della gente, ma la denuncia di un degrado senza precedenti che è rimasta. Gli incidenti, le auto e le moto distrutte, le otto vittime, causate dalle buche stradali, l'immagine complessiva di una città “Groviera”, rendono Napoli “repellente” per chi ci vive e per chi vorrebbe visitarla. Una provocazione dunque, una provocazione ironica che serve a far pensare. L'ironia arriva prima e non è violenta. Ripeto, si gioca quindi non per distrarsi, ma per ricordare e denunciare; poi come in un “work in progress” che si rispetti, poteva essere tutto o niente.… Sono sicuro che gli automobilisti ad ogni buca si ricorderanno della mia provocazione». 

Crede che la performance possa essere la chiave di un cambiamento graduale? Che l'arte possa essere ascoltata? 
«Pedagogica o no, la creatività che si manifesta anche con la provocazione, l'ironia, il paradosso, sicuramente lascia un segno proprio per la sua diversità; per la sua non scontata lettura o denuncia di un evento, di un fatto, di un concetto. E' questo che determina un ricordo più marcato (memoriale), che rimane sicuramente oltre l'effetto di ogni metodo alternativo. Diciamo che in maniera più o meno consapevole, la coscienza assorbe il messaggio, che scorre creando l'argine per il nuovo».


Lei oltre che fotografo è anche un performer , quanto potere ha oggi secondo lei il teatro sociale, la denuncia attraverso la rappresentazione?
«Fino dall'antica Grecia, l'uso della rappresentazione teatrale provocava la “Catarsi”
(purificazione). Lo spettatore, attraverso la rappresentazione di vicende che
suscitavano forti emozioni, provava pietà per gli avvenimenti che travagliavano i
protagonisti del dramma e terrore all'idea che anche lui avrebbe potuto trovarsi in
situazioni simili a quelle rappresentate. Chiaramente anche oggi la rappresentazione
influisce sul fruitore, tanto da diventare, in alcuni casi, addirittura pericolosa. Basti
pensare all'influsso negativo che alcune trasmissioni televisive operano sulla
collettività…sui bambini».

Che risposte ha avuto a seguito della sua “Performance” ? È stato criticato
negativamente?
«Non ci sono state critiche negative, ma le buche stradali purtroppo ci sono ancora,
questo dipende dalle istituzioni e dai soliti politici, in loro certo non vi è non vi sarà mai una catarsi.

PAGINA FB DI AUGUSTO DE LUCA


CASTING#5 TESTIMONIAL UOMINI E DONNE PER AZIENDA GIOCATTOLI

Casting a Milano per la selezione di n.4 Testimonial sia uomini che donne per sito web azienda di giocattoli. 
Compenso: € 2.000,00 diritti compresi
Azienda di Giocattoli: “#sbabam”
Periodo shooting: Novembre 2014
Numero testimonial: 4
Ruoli ricercati:
  • ragazzo: attori e non, età 20/30 anni, volti giovanili
  • uomo: attori e non, 30/45 anni, volti interessanti
  • ragazze: attrici e non, età 20/30 anni, volti giovani
  • donne: attrici e non, età 30 /45 anni, bei volti e interessanti

Il casting è previsto mercoledì 22 ottobre 2014, dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30, presso Be management in Via della Moscova 16 a Milano.
Per partecipare al casting presentarsi con materiale fotografico e o video nella data e nel luogo indicati.
Sito ufficiale BE MANAGEMENT QUI

CASTING#4 ATTORE 18-30 ANNI PER VIDEOCLIP DESTINATO A SANREMO



Si cerca a Roma, un attore protagonista per videoclip, destinato a Sanremo, di un artista che ha partecipato, nell’ultimo anno, ad un talent televisivo.
Il lavoro è retribuito e il videoclip si girerà a Roma nel mese di Ottobre 2014
In particolare si cerca un attore uomo tra 18 e i 30 anni
Per partecipare al casting inviare la propria candidatura a:
Per informazioni: 06.83087991
Le selezioni si svolgeranno a Roma

Altre notizie casting qui e qui


sabato 11 ottobre 2014

INTERVISTA AD ARMANDO PUNZO: LA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA

Armando Punzo è un drammaturgo e regista teatrale italiano di successo. Direttore artistico dal 1998 del Teatro San Pietro di Volterra e dal 2000 del Festival Volterra Teatro. Fondatore della Compagnia delle Fortezza che dal 1988 realizza spettacoli con i detenuti del carcere di Volterra. Portare l'attività teatrale in carcere è l'impegno di Armando da sempre. Dietro l'organizzazione
della Compagnia della Fortezza c'è l'Associazione culturale Carte Blanche fondata nell'1987 di cui lui stesso è direttore artistico. Tantissimi i successi ottenuti da Armando anche al di fuori del carcere con la sua attività di regista, basti pensare al seminario condotto a Casablanca in Marocco con quindici attori marocchini nel progetto promosso dall'E.T.I. “I Porti del mediterraneo” presentato in Italia al Duse di Bologna o ai laboratori finalizzati alla messa in scena dello spettacolo “Nihil – Nulla” per la Biennale di Venezia affiancato dal Teatro Metastasio di Prato e dal Festival di Zurigo.

 Crede nel potere che ha la performance come azione di denuncia sociale?
«Tutti vogliono denunciare qualcosa, tutti che denunciano. La compagnia della Fortezza non vuole denunciare la situazione delle carceri in Italia. Io credo che il teatro sia teatro e il fine del teatro sia il teatro. E il fatto che io lavori dentro un carcere con dei detenuti in determinate condizioni, non è quello il mio obiettivo. E' evidente che facendo questo poi forse un luogo della “non-realtà” possa anche cambiare, mutare lepersone e far accadere qualcosa di straordinario, però non è quello l'intento. Anche perchè la performance intesa in questo senso come una sorta di strumento per un altro fine secondo me è anche un modo per eliminare le qualità della performance stessa. Io non mi sento tanto performativo, mi sento uno che fa teatro. La denuncia avviene già attraverso altri linguaggi, come la tv ad esempio. Credo che pensare a “fare teatro in carcere” possa creare questo tipo di fraintendimento, Teatro Sociale, questa etichetta che viene messa, che significa teatro sociale? Questa scelta di comodità per dire che non è teatro, è un teatro che si occupa dei problemi sociali, sempre con uno scopo denunciatorio, che sembra un sottoprodotto del teatro, una diramazione, una derivazione del teatro per altri fini. Ma il teatro se lo è , è sempre sociale. Io credo che sia a-sociale, che debba esserlo, non preoccuparsi del sociale, cioè di non creare socialità, anzi di scompigliare le carte, di mandare all'aria tutto e forse in quel modo si preoccupa veramente del sociale, degli esseri umani. Quando sembra una forma di cura, una ricetta per risolvere problemi, io non ci ho mai creduto. La Compagnia della Fortezza parla dell'uomo , non del carcere, anche se essendo in un carcere sembra che prevalga l'immaginario del carcere. Quando si parla di detenuti sembra che vorrebbero e dovrebbero essere liberati, ma non è questo, il detenuto sono io, non sono loro. La libertà non è legata al fatto contigente, quella detenzione lì che è un fatto concreto di manette, sbarre, è una condizione. Quella degli uomini che dovrebbero essere quelli liberi è meno visibile, ma io non credo che siano liberi. La libertà comincia nel momento in cui uno è consapevole della propria condizione di quello che vive e di quello che sta accadendo. Non credo che tanti siano consapevoli di questo».



Cosa crede delle istituzioni?
«Le istituzioni non imparano. E' un movimento lento, lentissimo, quasi invisibile da non riuscire a decifrarlo e se arrivano ci arrivano sempre quando tutto è finito, molto tempo dopo. Questa è la sensazione che hai quando ci lavori. Per questo non credo ci sia efficacia nella performance.

E del Living Theatre allora cosa mi dice? Usavano la performance per denunciare.
«Il Living (intervista a Cathy Marchand del Living Theatre di New York qui) ha fatto delle cose straordinarie, ma in quegli anni. Bisogna sempre contestualizzare, perchè sennò alle volte può non capirsi il valore che hanno le cose. Però non è che mi interessa la modalità del Living, mi interessa il fatto che un gruppo in un dato momento storico ha una visione totalmente diversa, questo è interessante. Non credo che oggi si possa replicare l'esperienza del Living. Nonostante il nostro Mercuzio fatto dalla Compagnia della Fortezza ,ma lì è solo una questione di grandezza, di dimensioni, che esplode in una piazza. Ma è diversa la cosa, il contrario è un volersi mettere a far politica. Secondo me il teatro fa politica già con la sua forza, non ne acquista, non diventa spendibile sul mercato del sociale, anzi perde le sue funzioni, le sue peculiarità».

Perchè ha scelto di lavorare con i carcerati?
«Non bisogna prenderla come realtà. Per me è una grande metafora, carcere di un altro carcere molto più ampio. Poi chiaramente dentro il carcere c'è tutta un'altra umanità, ci sono voci, occhi, corpi, dialetti, lingue, tutta una serie di mancanze, sono dei buchi nella realtà e quindi sono, almeno per me, più interessanti di quelli che invece sono completamente spiaccicati nella realtà in cui vivono».

È comune dire che un carcerato trovi più facilità ad interpretare un personaggio per via
della propria esperienza, è vero secondo lei?
«Non è vero. Non c'è relazione tra il dato reale e la messa in scena. E' come dire che uno che ha esperienza di omicidio farebbe perfettamento o meglio di Robert De Niro , il Macbeth. Questo perchè si crede che il teatro sia spiaccicato nella realtà. Fare se stessi è una cosa che non mi piace, rifare se stessi sarebbe ancora peggio. Io sono per la visione artistica, non quella sanitaria. Ci sono due visioni nel teatro in carcere, quella che sposa la parte sanitaria, il teatro come strumento per la rieducazione e la socializzazione e tutte queste cose qui, quindi è un modo per depotenziare il teatro, cioè usarlo come se fosse una medicina, una sorta di antidoto».

Però effettivamente smuove delle corde, porta alla conoscenza...
«Certo ,ma questo è un effetto indiretto proprio perchè uno non fa questo, non si preoccupa dell'aspetto sanitario, forse puoi avere degli effetti straordinari da un punto di vista personale, di crescita, ma è lo stesso percorso di un giovane attore che crescendo si confronta con ciò che vuole dire e con il mondo. E' un'altra storia il fatto di rieducarsi e risocializzarsi, come se poi il mondo in cui dovrebbero tornare loro (i carcerati) fosse un mondo sano (ride), un mondo buono, che va bene. C'è un'ipocrisia di fondo. Il loro mondo non è separato dal nostro. Siamo tutti nello stesso mondo, con
storie sicuramente diverse, ma lo stesso».

E voi cosa ne pensate?

giovedì 9 ottobre 2014

CASTING#3 ATTORE 20-40 ANNI PER COMPAGNIA INTERNAZIONALE RETRIBUITA MUTA IMAGO

Muta Imago cerca attore di sesso maschile (con età tra i 20 e i 40 anni) per la nuova produzione che debutterà a settembre 2015. Le prove saranno suddivise in quattro periodi di lavoro della durata indicativa di 15 giorni l'uno e inizieranno a febbraio 2015.


Per partecipare alla preselezione è necessario inviare entro il 22 ottobre 2014:


  • curriculum
  • due foto, una a primo piano e una a figura intera
  • un video in primo piano con la registrazione di un brano, letto o interpretato, della durata di circa 3 minuti. Il brano si trova sulla home page del sito http://www.mutaimago.com
  • un video con la registrazione di un'esplosione di gioia incontrollata che coinvolga tutto il corpo, anch'esso della durata di circa 3 minuti


N.B:
I video non devono avere necessariamente una qualità professionale e possono essere registrati in qualsiasi contesto e con qualsiasi supporto (smartphone, tablet, camera etc...). I materiali devono essere inviati esclusivamente tramite WeTransfer all'indirizzo mail:  info@mutaimago.com inserendo nome e cognome nel messaggio.





L' AUDIZIONE avverrà all'interno di uno dei seguenti periodi:

  • 27 ottobre - 2 novembre, Roma
  • 12 -16 novembre, Gent (Belgio)

Per informazioni: 
tel. +39 366 3195874
mail: info@mutaimago.com

Per maggiori info vai al sito mutaimago qui

BRANO: 
Barbari sin da antichi tempi, resi più barbari dallo zelo, dalla scienza e  persino dalla religione, profondamente incapaci di un qualsiasi sentimento  religioso, corrotti sino al midollo, offensivi per ogni anima delicata, sordi e  disarmonici come i cocci di un vaso buttato via. E’ una dura parola e tuttavia la pronuncio perché è la verità; non mi posso  immaginare un popolo più dilacerato dei tedeschi. Vedi operai, ma non  uomini, pensatori ma non uomini, sacerdoti ma non uomini, padroni e  servi, giovani e gente posata, ma non uomini... non è tutto ciò simile a un  campo di battaglia, dove giacciono, mescolate l’un l’altre, mani, braccia,  tutte le altre membra, mentre il sangue vitale versato si disperde nella sabbia? Ma tu, sacra natura, giudicherai! Perché se questi uomini fossero  soltanto modesti, e se almeno non si arrogassero di poter essere giudici  verso i migliori fra loro, se non imprecassero contro ciò che essi sono, e se non deridessero ciò che è divino! O, forse, non è divino ciò che voi deridete e dichiarate esser privo di  anima? L’aria che voi respirate non è migliore delle vostre chiacchiere? I  raggi del sole non sono più nobili dei vostri saggi? Le fonti della terra e la  rugiada del mattino danno refrigerio ai vostri boschi; lo potete anche voi?  Voi potete uccidere, ma non ridare la vita, se ancora non fa ciò l’amore che  non è vostro e che voi non avete inventato. Voi vi preoccupate di sfuggire al destino e pensate a come fare ciò, senza comprendere che a niente serve il  vostro puerile artificio. Intanto, lassù, l’astro rotea placidamente. Voi avvilite, voi straziate la natura paziente e che vi sopporta, ma essa continua a vivere nella sua giovinezza senza confini, voi non potete cacciare il suo autunno e la sua primavera, non potete corrompere la sua etra.

Pablo.

venerdì 3 ottobre 2014

OSTINATI E CONTRARI - Intervista a Sebastiano Filocamo #TEATRO

Vi presento Sebastiano Filocamo attore e regista italiano, milanese ma con origini siciliane, si forma nell'Accademia dei Filodrammatici di Milano e lascia gli studi a quattro esami dalla fine del percorso universitario con indirizzo “Dall'età evolutiva fino alla devianza e alla criminologia” per via della tournèe con la quale vediamo il suo esordio con “Nemico di Classe” di Nigel Williams, un “Cult” italiano, se vogliamo, al fianco di Claudio Bisio, Paolo Rossi e Elio De Capitani. Lavora tanto a teatro quanto nel cinema al fianco di Gèrard Depardieu e Roman Polanski, e viene diretto da registi del calibro di Giuseppe Tornatore e Federico Brugia. Impegnato da sempre in scelte attoriali di denuncia sociale e impegno civile, Sebastiano ha da non molto tempo realizzato uno spettacolo “Ostinati e Contrari” in collaborazione con l'associazione di musicoterapia “La Stravaganza” , spettacolo di denuncia contro la diversità, la disabilità e i diritti umani e civili negati, affrontata con differenti temi. Lo spettacolo porta in scena più di quaranta performers tra disabili, operatori e volontari , tra “grandi nomi” e “figli dei Talent Show”, insomma una vera e propria mèlange per annullare in qualche modo le diversità. Spettacolo teatrale sulla poetica di Fabrizio De Andrè, composto da undici sue canzoni, ognuna delle quali arrangiata da Michele Monisteroli che rappresentava singolarmente un “manifesto di denuncia” di un determinato tema. Lo spettacolo ha avuto numerosi riconoscimenti, oltre che grande successo, ed è stato rappresentato anche al Teatro Valle Occupato di Roma. Ha ricevuto una medaglia dal Presidente della Repubblica per “L'appassionato impegno civile”. Tra i “Grandi nomi” hanno partecipato Yukie Suzuki, Paola Iezzi (del duo Paola e Chiara) , Niccolò Agliardi, Andrea Gioacchini e con le voci di Ambra Angiolini, Claudio Bisio, Corinna Augustoni e Maya Sansa, quest'ultima neo vincitrice del premio David di Donatello 2013 come “miglior attrice non protagonista” per il film “Bella Addormentata” diretto da Marco Bellocchio. Ho avuto il piacere e l'onore di incontrare Sebastiano e potergli rivolgere alcune domande. 

Sebastiano Filocamo nella foto di Mustafa Sabbagh

Come nasce “Ostinati e Contrari”?
«Lo spettacolo “Ostinati e Contrari” è nato da un laboratorio di due anni di pazienti che seguo. Quello che interessava a me era mettere insieme il “paziente” e il “professionista”. Lo spettacolo è strutturato con canzoni di De Andrè, ognuna delle quali è stata riarrangiata , riscritta e cantata da alcuni professionisti e dal coro nel gruppo della “Stravaganza”.Io come attore arrivo da uno spettacolo che in Italia è stato un “cult” , “nemico di classe” ,spettacolo di denuncia sul malessere, sulla scuola, in copertina con Bisio, per cui io da lì ho sempre fatto scelte sociali. Poi mi sono occupato di un gruppo di pazienti, malati psichiatrici, perchè il mio percorso universitario si è fermato a 4 esami dalla fine per via del teatro, con tournee e il mio indirizzo era dall'età evolutiva fino ad arrivare alla devianza e alla criminologia. In questo
gruppo è nato un progetto su De Andrè perchè in qualche modo è stato il fautore della diversità, dei gusti, del disagio, quindi un alto valore di denuncia e condizione civile. E quindi ogni canzone è stata traslata ed è diventata un manifesto, per esempio la canzone “Andrea” contro l'omofobia, poi la “denuncia di Maria” contro il femminicidio e la denuncia alle donne con la voce di Ambra».

Credi nel potere che ha la performance come azione di denuncia sociale, ma perchè
proprio la performance e non un'altra modalità di denuncia?

Foto di Monica Silva
«Perchè inanzitutto l'arte se fatta con onestà e passione è riabilitativa. Io ti posso garantire, non perchè lo dico io, ma perchè lo hanno visto e confermato medici e tutori, il mio modo di approccio è artistico, cioè io non li tratto da pazienti e questa è una cosa molto importante, io lavoro insieme a loro non nascondo le proprie problematiche, se un ragazzo ha un braccio sifulo non lo nascondiamo, ma neanche agiamo per compassione. La performance è qualcosa che ti porta improvvisamente a interpretare qualcun'altro, un personaggio, quindi non sei più tu e ricevi forza da questo, ricevi forza interiore e il fatto che gli altri guardano te e non il tuo malessere. La performance è la mia metodologia, non è che guarisci con essa, ma c'è stato addirittura un calo di farmaci per alcuni. Io non lavoro con loro per soldi o popolarità, non sono un tipo popolare, anche come attore ho fatto un certo tipo di scelte. Quindi lavorare nella creatività significa elaborare una metodologia interna diversa, perchè tu ti approcci come se fossi un altro, quindi dimentichi per un attimo la tua patologia e in qualche modo la parte sana si allarga, diventa più importante. L'arte dovrebbe essere a favore della socialità, non ho mai concepito lo spettacolo fine a sé stesso, anche se in passato mi è capitato di parteciparne. Io ho trent'anni di esperienza messe al servizio di queste persone ma non come maestro ,come a loro piace chiamarmi, il contributo di ognuno rende unico il progetto. Fare questo tipo di esperienza è uno scambio».

Come mai secondo te c'è chiusura nell'aprirsi a collaborazioni tra vari enti che si
occupano di Teatro sociale?
«Per me la collaborazione è importante, se fatta da professionisti, però c'è la percezione di una paura in generale che qualcuno possa toglierti il lavoro, c'è una tendenza a ritagliarsi il proprio orticello».

Da una critica allo spettacolo “Ostinati e Contrari” di Andrea Dispensa:
“Spettatori che hanno l'obbligo di non applaudire se non solo a cose finite, anche in momenti di tenerissima follia [...] Ci si commuove, si scopre una sfaccettatura nuova dell'arte. Si sente la necessità di battere le mani ma non si può fare. Come se mancasse un arto anche a chi osserva. Come se si volesse a tutti i costi fare una cosa ma non se ne ha la possibilità. A chi appartiene, in questo caso,il disagio?A chi assiste o a chi recita? Poco importa”.

giovedì 2 ottobre 2014

CASTING#2 - DIVENTA IL VOLTO PROTAGONISTA DI FOCUS TV!

Esiste una grande iniziativa targata FOCUS in collaborazione con HANGAR per dare l’occasione a 4 ascoltatori del canale televisivo del gruppo Discovery Sky 418 e 56 dtt in chiaro di diventare protagonisti in TV attraverso una selezione tutta speciale con i CASTING LIVE e i CASTING ONLINE! PARTECIPA!
Ecco come:
1) CASTING ONLINE al sito ufficiale di FOCUS qui
Scegli l’area tematica che più ti appassiona tra Storia, Ingegneria, Natura, Spazio & scienza.
Gira un video in cui in un minuto racconti in modo divertente, intrigante e insolito un argomento che riguardi l’area tematica scelta
Hai tempo per partecipare al casting e caricare il tuo video entro il 19 ottobre 2014.


2) CASTING LIVE:
 ecco i prossimi appuntamenti da non perdere per la selezione:

  • CASTING A ROMA MAKER FAIRE venerdì 3 ottobre 2014, dalle ore 14:00 alle 19:00, Auditorium Parco della Musica, viale Pietro De Coubertin 30. ROMA 
  • CASTING AD ESA “Il mio Pianeta nello Spazio” sabato 4 ottobre 2014, dalle ore 11:00 alle 18:00, Palazzo delle Esposizioni, ingresso da Via Milano 13 ROMA
  •  CASTING A BERGAMO SCIENZA domenica 5 ottobre 2014, dalle ore 10:00 alle 18:00, Sentierone, Città bassa, Bergamo.
In ognuna di queste occasioni la squadra di METTITI A FOCUS! sarà a disposizione con troupe e staff dedicato, per accogliere tutti quelli che vorranno mettersi in gioco e candidarsi come possibili “volti” del canale.
FOCUS sta infatti cercando 4 profili - uno per ciascuna area tematica del canale:STORIA, INGEGNERIA, NATURA, SPAZIO&SCIENZA - che possano spiegare argomenti scientifici in modo creativo, divertente e coinvolgente.
Le regole sono semplici: maggiorenni, svegli, dinamici e curiosi e con il dono della sintesi (un minuto a disposizione per il video-lancio), queste le caratteristiche tipo del profilo che FOCUS sta cercando.
Da questo prima scrematura verranno selezionati i 12 finalisti che entreranno in shortlist e a novembre sbarcheranno in tv su FOCUS per sfidarsi a colpi di esperimenti, quiz e prove scientifiche, per giocarsi il posto “da titolare” a dicembre 2014.


  • 12 finalisti selezionati dalla redazione verranno messi alla prova in TV e online a novembre 2014.




  •  4 considerati migliori dalla redazione a dicembre diventeranno i nuovi volti di Focus TV - canale 56.
Che aspetti? Clicca qui per tutte le info e In bocca a lupo!

Consiglio di Pablo: Siate freschi, vivaci, frizzanti e credete in voi stessi!

KATAKLISMA Teatro Danza Performing Arts - Intervista ad Elvira Frosini #TEATRO

Forza Francia Viva Italia
Elvira Frosini è perfomer, autrice e regista. Fondatrice di Kataklisma, che incentra il suo lavoro teatrale e performativo sul corpo, inteso come corpo politico, come prodotto di cultura e convenzioni. Ha preso parte a diversi lavori teatrali, tra i quali Reperto#01 (2006), Si l'ammore No (2009) Ciao Bella (2010) e DIGERSELTZ (2012),  e altri in ambito performativo come la performance urbana “Duets in square” (2006) e Istruzioni per la sopravvivenza (2007) o ancora SERIE B – un ciclo di performance intorno alla bandiera italiana (2012). Le sue creazioni sono state rappresentate in diversi teatri e festival in Italia e all'estero tra i quali il METU Contemporary Festival di Ankara (2001), o presso il Teatro Palladium di Roma per la Fondazione RomaEuropa (2010), e Place a l'Art Performance e La Nuit Blanche a Parigi (2012). Ultimamente ha preso parte ad un progetto molto interessante in collaborazione con Daniele Timpano , il Teatro dell'Orologio di Roma e la Fondazione RomaEuropa nel progetto “AldoMorto54”, finalista al premio Ubu 2012 come “migliore novità italiana e ricerca drammaturgica”. Lo spettacolo di e con Daniele Timpano prevede la reclusione per 54 giorni dal 16 marzo all'8 maggio (durata della prigionia di Aldo Moro), in una cella costruita all'interno di una delle sale del Teatro dell'Orologio di Roma dalla quale ogni sera uscirà per la messa in scena. Cinquantaquattro giorni di repliche e di reclusione trasmessa online in streaming sul sito appositamente creato per il progetto che permetterà di seguire l'esperimento direttamente da casa. Ma entriamo nel vivo della performance con le risposte all'intervista di Elvira Frosini.

Che cos'è Kataklisma e di cosa ti occupi all'interno di essa?
«Kataklisma è un'associazione culturale che raccoglie il contributo di varie persone, io sono a capo delle cose che accadono, dei progetti. Kataklisma fa formazione, laboratori, workshop e realizza vari progetti come “il nuovo critico”, incontro tra la critica e il teatro, e poi fa spettacoli teatrali e performance. Quindi artisticamente ha un doppio binario. Uno è quello teatrale, ricerca, scrittura drammaturgica, e l'altro è quello performativo, quindi la performance, che include il lavoro sul corpo che è centrale nei miei spettacoli teatrali come in quelli di Kataklisma. La performance in tantissime declinazioni, nell'ultimo anno per esempio ho realizzato una serie performativa modulare, che si chiama SERIE B, e include come oggetto principale varie e brevi performances sulla bandiera italiana. La parte performativa nasce nel percorso di formazione e la intendo come capacità di pensiero autonomo, di creazione anche se si è diretti da qualcuno. Quindi dietro al mio concetto di “performance” c'è la messa in gioco del corpo per comunicare soltanto lì e in quel momento, quindi qualcosa di quasi irrepetibile, la performance sarà quasi sempre diversa proprio perchè è concepita spesso in uno spazio non convenzionale. Mettiamo il caso di una performance urbana, se tu spettatore passi e mi trovi, magari ti fermi, scegli quanto fermarti, hai delle immagini, delle suggestioni, dopo magari ci si ferma a parlare».

Elvira Frosini in Digerseltz

Quanto potere ha oggi la performance come forma di denuncia sociale e perchè si usa
proprio la performance?
«Ho la sensazione che sia un potere relativo, nel senso che ce lo potrebbe avere come no, e questo dipende molto dal contesto, cioè in quale contesto tu la attui, la performi, perchè mi sembra che ci sono dei contesti che se intorno a quello che tu costruisci in quel momento c'è tutto un apparato
Digerseltz - Elvira Frosini
che tu concepisci , anche facendosi aiutare da un esperto di marketing, di web, di social network....se riesci a divulgarla, forse, ha un potere interessante. Mi vengono in mente i Flash Mob e quanta gente smuovono e se gli stessi venissero fatti per problemi di denuncia che risultato avrebbero. Il valore aggiunto di un atto performativo è il fatto che io posso fare una manifestazione in piazza e affermo delle cose, però quelle sono “asserzioni”, la performance invece propone delle contraddizioni, perchè è un atto creativo, l'atto creativo ha in sé uno scarto che è quell' ”in più” che è l'espressione, che la rende poco afferrabile, poco pacifica e poco rassicurante. Quel tipo di contraddizione non la puoi attuare con una petizione, perchè poni la gente – per esempio raccogliendo firme – di fronte ad una scelta.Il corpo per me è un oggetto politico, il mio training comprende Tai Chi, Danza, formazione attoriale, quindi ha una direzione personale, non si rifà ad un metodo conosciuto. L'immagine che abbiamo del nostro corpo è una costruzione politica e la cosa più importante che può succedere è che uno spettatore ti dica “mi riguardava”, e mi è capitato, al di là che tu stia affrontando il problema dei carcerati, dei disabili, delle donne, etc.La Performance secondo me non da risposte ma suscita domande, ti mette nella condizione di scardinare le tue certezze, mettendoti in una posizione un po' scomoda e quindi fa emergere anche delle contraddizioni interne».

Quanto ti senti “Denuncia-ttrice”? Qui la spiegazione del termine
«In realtà non me la sono mai posta questa domanda perchè mi penso come una persona che lavora creativamente e credo che la risposta sia implicita dentro di me, perchè per me fare teatro, fare performance è già una denuncia, è già un atto politico, non riesco a disgiungerlo da ciò che faccio».




mercoledì 1 ottobre 2014

CASTING#1 - Attori e Attrici per cortometraggio del Centro Sperimentale di Cinematografia

La Scuola Nazionale di Cinema di Roma (ex Centro Sperimentale di Cinematografia) è alla ricerca di attori e attrici su Roma per le riprese di un cortometraggio - per il quale è previsto compenso -  da girarsi tra il 27 e il 31 ottobre 2014 in provincia di Roma.



Nello specifico i ruoli ricercati:


  1. Attore età scenica 25-30 anni, disposto a scene di nudo
  2. Attore età scenica 50-55 anni, disposto a scene di nudo
  3. Attrice età scenica 20-25 anni, disposta a scene di nudo
  4. Attrice età scenica 25-30 anni, disposta a scene di nudo
Inviare il vostro materiale artistico alla mail castingnudaproprieta@gmail.com

Luogo Selezioni: Roma
Nota importante: Vi ricordiamo che la produzione si riserva il diritto di escludere dal Casting candidature inviate pur non rispettando i requisiti richiesti.

Consigli di Pablo: Evitate di candidarvi se non cercano proprio voi! Se invece ritenete di essere adatti allora senza vergogna proponetevi alla mail sopracitata. E' ideale mandare il proprio Cv Artistico con qualche scatto fotografico professionale recente e se ne siete in possesso anche lo showreel allegando il link per non appensantire la mail.

In bocca al lupo a tutti!

IL DENUNCIA-TTORE di FRANCESCA VACCARO #TEATRO

Sulla scia del Living Theatre ho pensato bene di introdurre un'attrice e performer che fa di questi due manifesti una vera e propria mèlange nelle sue performance. Figlia del Living Theate come lei stessa si definisce, Francesca Vaccaro, attrice, attualmente impegnata sul lavoro del “denuncia-ttore”, nuova
definizione performativa da lei coniata lavora con il suo gruppo teatrale con il quale organizza happening di protesta in piazza, per le vie della città, davanti agli edifici istituzionali, etc... La Vaccaro parte dal concetto che il “denuncia-ttore”, in quanto tale, vive dell'urgenza di urlare la cruda verità, di gridare la voce contro le ingiustizie, di mettere il corpo a disposizione della performance, e lo fa lavorando duramente con il suo gruppo teatrale, dando importanza al movimento dinamico del corpo come mezzo di espressione per la denuncia sociale. Francesca Vaccaro ha organizzato un Happening/Performance nelle strade di Palermo, partendo da piazza Sant'Anna fino ad arrivare di fronte al Teatro Massimo; tutti vestiti di bianco e con i volti coperti da maschere, passavano nelle vie della città eseguendo movimenti dinamici e allo stesso tempo plastici, caldi ma freddi, ora veloci ora lenti, brandendo slogan del tipo “Il teatro è libertà” o “Il teatro riflette”. Il tutto coreografato dalla Vaccaro che per mezzo di uno specchio puntato contro il pubblico conduceva la processione.

Francesca si è resa da subito disponibile ad un'intervista rispondendo così alle mie domande:

Che potere ha oggi la performance come azione di denuncia sociale? E secondo te per quale motivo si usa proprio la performance e non un altro tipo di denuncia come ad esempio una petizione o manifestazione? «È un discorso semplice e complesso allo stesso tempo ed è un ragionamento che sto facendo da tempo. La performance in realtà dà questa possibilità a chi la guarda: In questo momento io non sto vedendo un lavoratore in cassa integrazione che scende in
piazza e mi grida in faccia la sua frustrazione perchè non riesce a pagare le bollette, magari vede l'attrice Francesca Vaccaro che interpreta il ruolo della lavoratrice nella fabbrica etc, però siccome la denuncia è filtrata da questo momento performativo, questa cosa, probabilmente riesce a entrare più in profondità proprio perchè lo spettatore si pone come osservatore di un qualcosa che quasi non gli appartiene ma che sa che appartiene alla sua persona, è come se ci si prendesse un po' in giro in questo gioco. Quindi attraverso la performance riesci a trovare un canale più diretto di quanto non sia il rapporto diretto con il problema stesso. È come se la performance fosse un occhio di bue sul problema, è un faro del teatro e siccome quel momento è di spettacolo per chi guarda la realtà si ferma e rimane a guardare questa performance che è teatro ma rappresenta una realtà».

Ci sono tanti tipi di performances (Teatro, poesia, musica, folklore e via discorrendo). Credo però che la forma “Teatrale” sia la più potente, sei d'accordo? «Si. È più forte la performance teatrale perchè c'è un corpo che parla ed è vivo, quindi non può non essere uno specchio, anche chi in quel momento prende distanza da quello che sta guardando perchè magari non gli interessa, non lo condivide, ma è sullo stesso livello, fanno comunque parte dello stesso nucleo spettatore e attore. E poi dentro il teatro tutte le altre “performance” possono trovare una loro collocazione, io posso recitare una poesia e nello stesso tempo dipingere, contemporaneamente ci può essere una musica, un fotografo, quindi il teatro ha questa doppia valenza cioè può essere il corpo dell'attore ma anche il luogo fisico dentro il quale possono svilupparsi tutte le altre performances».

Come rispondono le istituzioni? «Le istituzioni non rispondono fino a quando il tuo evento non diventa interessante rispetto al movimento politico. Qui entra in gioco un discorso di politica, non c'è un discorso meritocratico […] Ogni forma di denuncia se viene fatta con coscienza viene guardata con sospetto. C'è molto silenzio, molta osservazione». Intervistando le varie realtà sociali ho notato che sono poco aperte a collaborazioni tra loro? Cosa pensi a riguardo? «Credo che chi lavora nel sociale non è molto diverso dalle persone che lui stesso sta denunciando, in realtà io per prima ho usato il teatro per conoscere me stessa e ho scoperto diversi mostri, ho scoperto di essere una persona terrificante che attraverso il teatro ha imparato delle cose. Il motivo per cui non c'è questa apertura è perchè tutti quelli che lavorano in questo ambito in realtà non hanno ben chiaro qual è il grande
ruolo che hanno, per cui c'è una contraddizione, c'è chi lavora nel sociale realmente perchè concepisce questo tipo di condivisione e chi opera con chiusura, ma questa è la paura, la paura di essere derubati, ma semplicemente perchè ci sono poche persone con idee originali».

Chi è il Denuncia-ttore?
«Ha un doppio significato, il denuncia-ttore è l'attore che denuncia, ma il secondo significato che è ancora più importante secondo me è l'attore che denuncia se stesso, cioè quell'attore che vuole recuperare la verità. Ci tengo a precisare che è proprio nostro questo termine, mio e del mio gruppo teatrale. È il bisogno dell'attore di denunciare in primis se stesso. I ragazzi che lavorano con me hanno bisogno di identificarsi in questa figura del denuncia-ttore, che sia qualcosa di nuovo oggi, per il bisogno di scuotere le persone intorpidite dai tempi moderni».